martedì 31 maggio 2011

Noia (nel segno di Dante)


Tornato fra i vivi il buon pellegrino,
s’annoia nel ghiaccio ‘l conte Ugolino.
Sbuffa Caron, non s'ha più da crucciare,
Ulisse rimpiange la furia del mare.
Lustran gli uncini i fatal Malebranche,
cercan lo svago nel male di Zanche.
Torce la coda e sospira Minosse,
si lagnan gli eretici dentro le fosse.
Taccion gli amanti nella burrasca,
e Pier della Vigna si tedia la frasca.
Fiacco nel fuoco si sta ser Brunetto,
si scoccian le Furie, in primis Aletto.
Un fango di noia tortura ‘l ghiottone,
e senza una meta svolazza Gerione.

Voglion di nuovo un viaggiatore
per rallegrargli l’etterno dolore.

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